Viaggiare in aereo è diventata una scelta sempre più comune grazie alla diffusione dei voli low cost e alla possibilità di raggiungere rapidamente qualsiasi destinazione.
Tuttavia, tra gli inconvenienti che possono rovinare una vacanza o un viaggio di lavoro, lo smarrimento o il ritardo nella consegna del bagaglio resta uno dei più frequenti.

Una recente decisione della Corte di Cassazione, però, rafforza in modo significativo i diritti dei passeggeri. Da oggi ottenere il risarcimento potrebbe essere molto più semplice.
Cosa fare subito se il bagaglio viene perso o arriva in ritardo
Se il bagaglio registrato non viene riconsegnato all’arrivo, oppure viene restituito danneggiato, è fondamentale agire immediatamente prima di lasciare l’area aeroportuale.
Il passeggero deve recarsi al banco Lost & Found presente nella zona di riconsegna bagagli e compilare il cosiddetto modulo PIR (Property Irregularity Report), il documento utilizzato per segnalare ufficialmente il problema.
Questo passaggio è essenziale: se non viene effettuata la denuncia sul posto, la compagnia aerea potrebbe sostenere che il bagaglio sia stato consegnato regolarmente e senza anomalie.
La svolta della Cassazione: il PIR vale come reclamo ufficiale
Fino a poco tempo fa, compilare il modulo PIR non era sufficiente per ottenere il risarcimento.
Dopo la segnalazione in aeroporto, infatti, il viaggiatore era tenuto a inviare anche un ulteriore reclamo scritto alla compagnia aerea entro i termini previsti dalla normativa, generalmente entro 21 giorni. In mancanza di questo secondo adempimento, molte richieste di indennizzo venivano respinte.
La situazione è cambiata grazie all’ordinanza n. 8684 del 7 aprile 2026 della Corte di Cassazione.
Secondo i giudici, il modulo PIR compilato tempestivamente costituisce già un reclamo valido ai sensi della Convenzione di Montreal. Ciò significa che il passeggero non può perdere il diritto al risarcimento soltanto perché non ha presentato una successiva comunicazione formale entro il termine dei 21 giorni.
Una decisione che rafforza la tutela dei consumatori e semplifica le procedure per ottenere quanto dovuto.
A quanto ammonta il risarcimento per il bagaglio smarrito
La materia è regolata dal Regolamento CE n. 889/2002 e dalla Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999, ratificata in Italia nel 2004.
Le norme stabiliscono che il vettore aereo è responsabile della perdita, del deterioramento o della distruzione del bagaglio quando il danno si verifica mentre questo è sotto la sua custodia.
L’importo massimo previsto a titolo di risarcimento è pari a 1.288 Diritti Speciali di Prelievo (DSP), una somma che, ai valori attuali, corrisponde a circa 1.600 euro per ciascun passeggero.
E se il contenuto della valigia vale di più?
Chi trasporta oggetti particolarmente costosi dovrebbe adottare una precauzione aggiuntiva al momento del check-in.
La Convenzione di Montreal consente infatti di effettuare una “dichiarazione speciale di interesse alla consegna”. In pratica, il passeggero dichiara il valore superiore del contenuto del bagaglio e versa un eventuale supplemento richiesto dalla compagnia aerea.
In questo modo, in caso di smarrimento o danneggiamento, il risarcimento potrà arrivare fino all’importo dichiarato, salvo che il vettore dimostri che tale cifra sia superiore al reale valore degli oggetti trasportati.
Come dimostrare il danno subito
Per ottenere il rimborso, le compagnie aeree possono richiedere una documentazione che provi l’entità del danno.
Nel caso di bagagli danneggiati, viene spesso richiesta una dichiarazione di non riparabilità rilasciata da un rivenditore specializzato oppure un preventivo per la riparazione.
Per quanto riguarda il valore della valigia, il rimborso viene generalmente calcolato tenendo conto della normale usura del bene. È quindi utile conservare scontrini, ricevute o qualsiasi documento che possa attestare il costo di acquisto sia del bagaglio sia degli oggetti contenuti al suo interno.
Ritardo nella consegna: quali spese possono essere rimborsate
Le politiche adottate dalle compagnie aeree in caso di ritardo nella riconsegna del bagaglio possono variare sensibilmente.
Alcuni vettori rimborsano integralmente gli acquisti di prima necessità effettuati dal passeggero durante l’attesa. Altri riconoscono soltanto una parte delle spese sostenute, spesso pari al 50% del costo degli articoli acquistati, considerando che tali beni continueranno a essere utilizzati anche dopo il recupero della valigia.
Esistono infine compagnie che prevedono importi forfettari calcolati in base ai giorni di ritardo accumulati.
Cosa ricordare per non perdere il diritto al risarcimento
La nuova interpretazione della Cassazione rappresenta una svolta importante per milioni di viaggiatori. In caso di problemi con il bagaglio, il consiglio resta quello di compilare immediatamente il modulo PIR in aeroporto e conservare tutta la documentazione relativa alle spese sostenute.
Un semplice adempimento che, oggi più che mai, può fare la differenza tra perdere il proprio diritto e ottenere un risarcimento che può arrivare fino a circa 1.600 euro.